American Pastoral

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Lunedì 16 gennaio ore 20.45
Martedì 17 gennaio ore 21.00
Mercoledì 18 gennaio ore 21.15

INGRESSO CON ABBONAMENTO O BIGLIETTO € 6,50


interpreti: Ewan McGregor, Dakota Fanning, Jennifer Connelly, Uzo Aduba, Molly Parker, Rupert Evans
produzione: USA
genere: drammatico
durata: 108'

American Pastoral è la storia di Seymour Levov un uomo che dalla vita ha avuto tutto: bellezza, carriera, soldi, una moglie ex Miss New Jersey e una bambina a lungo desiderata, ma il cui mondo pian piano va in pezzi quando la figlia ormai adolescente compie un attacco terroristico che provoca una vittima.

Ewan McGregor si confronta con un colosso della letteratura americana che i lettori di mezzo mondo hanno amato per la profondità dell'analisi sociale e la grandezza e tragicità del dramma umano. Pastorale americana, romanzo di Philip Roth, è un'opera molto complessa che ruota soprattutto intorno al conflitto generazionale che si scatena a partire dagli anni '60 in due precisi schieramenti. Da una parte la 'fazione' dei padri, i figli del boom economico, dall'altra, quella dei giovani 'sessantottini' che nonostante l'infanzia d'agio finiscono per rivoltarsi ferocemente contro i propri genitori in un violento tentativo di emancipazione politica e sociale. Il romanzo di Philip Roth ha quindi queste due anime, che pur raccontando la stessa cosa, ovvero la disgregazione del sogno americano, analizzano il tema sia dal punto di vista personale che collettivo. American Pastoral segue quindi bene lo sgomento di un padre, Lo Svedese (Ewan McGregor) che si trova di fronte all'esplosione di questo odio e che ai suoi occhi appare immotivato specialmente se generato dalla figlia sedicenne Mery (Dakota Fanning), diventata terrorista per scelta. Partiamo da questo aspetto, anche se nel film i temi e sottotemi sono tanti, perché è su di esso che si concentra maggiormente la prova di McGregor regista e attore. In quasi due ore di film, il dato che rimane più impresso è sicuramente lo smarrimento di una persona perbene che ha fatto tutto secondo i valori positivi dell'epoca e che nonostante ciò si trova ad affrontare una tragedia terribile, una follia senza nome, nata nel paese delle felicità lunghe e durature. Su questo punto non ci sono dubbi: McGregor ha fatto un buon lavoro; e il dramma umano è un aspetto qui trattato in maniera estremamente convincente.

Alessia Laudati