Café Society

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Lunedì 14 novembre ore 20.45
Martedì 15 novembre ore 21.00
Mercoledì 16 novembre ore 21.15

INGRESSO CON ABBONAMENTO O BIGLIETTO € 6,50


interpreti: Jesse Eisenberg, Kristen Stewart, Steve Carell, Blake Lively, Jeannie Berlin, Sheryl Lee, Corey Stoll, Parker Posey, Anna Camp
produzione: USA
genere: Commedia
durata: 96'
premi: Film d'apertura (fuori concorso) del Festival di Cannes 2016

Ambientato nel 1930, Café Society segue il viaggio di Bobby Dorfman dal Bronx, dove è nato, a Hollywood, dove si innamora, per poi tornare nuovamente a New York, in cui viene travolto nel mondo vibrante della vita dei locali notturni dell'alta società.

Cosa dire ancora, cosa dire di nuovo, di fronte a un film di Woody Allen? Cosa dobbiamo sottolineare, ancora, del suo rielaborare in maniera sempre nuova, e magari spiazzante, temi e situazioni sulle quali lavora da una vita? È possibile sorprendersi ogni volta che torna sullo schermo per la sua creatività, per la determinazione noncurante con la quale continua a fare cinema, per la sua attitudine artigianale allo scrivere e a dirigere film a getto continuo, per la sua voglia di indagare la vita e i suoi scherzi? Probabilmente sì. E Café Society ne è una conferma. Questo nuovo film con Jesse Eisenberg e Kristen Stewart fa il contrario, e lo dice esplicitamente l'ennesimo alter ego del regista, il protagonista Bobby: “La vita è una commedia scritta da un sadico commediografo.” Perché Bobby, che ha lasciato New York per la frizzante Hollywood di fine anni Trenta, s'innamora della ragazza. Perché puoi voltare pagina quante volte vuoi - e in Café Society se ne girano tante, simboliche e non, passando da una città all'altra, da una religione all'altra, da una donna all'altra, da un uomo all'altro, perfino da un anno all'altro come nel bellissimo finale ambientato la notte di Capodanno, che richiama Io e Annie -, ma se la vita ha deciso di riproporti sempre la stessa situazione, la stessa frase, lo stesso volto, lo stesso esito, te le ritroverai sempre di fronte. Nostalgia amorosa, ma non solo, che Allen lascia emergere solo verso la fine, quando le luci e i colori dei party e dei cocktail e le chiacchere di potenti in smoking e socialite si affievoliscono leggermente per mostrare quello che c'è dietro. E dietro, oltre a tanto cinema classico, citato come divertissement e in maniera mai pedantemente cinefila, c'è molto Francis Scott Fitzgerald, col Bobby di Eisenberg che si rivela un piccolo, grande Gatsby del Bronx, e suo zio (Steve Carell) che echeggia invece il protagonista di "Gli ultimi fuochi".

Federico Gironi