In guerra per amore

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Lunedì 12 dicembre ore 20.45
Martedì 13 dicembre ore 21.00
Mercoledì 14 dicembre ore 21.15

INGRESSO CON ABBONAMENTO O BIGLIETTO € 6,50

interpreti: Pif, Miriam Leone, Andrea Di Stefano, Stella Egitto, Aurora Quattrocchi, Robert Madison, Vincent Riotta, Maurizio Marchetti, Sergio Vespertino, Maurizio Bologna, Antonello Puglisi, Mario Pupella
produzione: Italia
genere: Commedia , Guerra , Sentimentale
durata: 99'

New York 1943. Mentre il mondo è nel pieno della seconda guerra mondiale, Arturo vive la sua travagliata storia d'amore con Flora. Per convolare a nozze, il nostro protagonista deve ottenere il sì del padre della sua amata che vive in un paesino siciliano. Arturo, giovane e squattrinato, ha un solo modo per raggiungere l'isola: arruolarsi nell'esercito americano che si prepara per lo sbarco in Sicilia.

Prequel ideale de La mafia uccide solo d'estate, In guerra per amore sottolinea ancora una volta la passione del regista per "il tempo che fu", per un passato che si lascia indagare più facilmente e oggettivamente del presente, oggetto di tanti instant-movie che per il nostro sono come corpi estranei. Perché diciamocelo: Pif è bravo, anzi bravissimo, quando comincia i suoi racconti con un "c'era una volta" ammantato di realismo poetico e li chiude compiutamente con una nota stonata, un lieto fine in cui il lo zucchero diventa sale, un po’ come succede nella vita e come succedeva nelle grandi commedie all’italiana. E a proposito di grandi commedie all’italiana, è certamente a Tutti a casa che pensiamo seguendo la disavventura, fra USA e Trinacria, del soldato Arturo che partecipa allo sbarco in Sicilia per andare a chiedere la mano dell’amata Flora. Ma a ben guardare Pif non è poi così vicino a Comencini. Il fine è un altro, così come le dinamiche fra i personaggi e il tono. Quella che all’inizio sembra una favola millantata è infatti una lenta progressione verso un’agghiacciante consapevolezza che tinge ogni cosa dei colori della paura, e quando ai mafiosi del paesino in cui gli americani approdano vengono distribuite cariche politiche, è all'ascesa di Cetto La Qualunque che paradossalmente andiamo con la mente, ricordandoci però che questa è la realtà. Che arrivi dal cielo in groppa a un asino o prenda le parti di una coppia di poveracci che rischia il carcere, l’Arturo/Candide in cui Pierfrancesco sceglie di calarsi si distingue certamente dai più per sguardo poetico e innato romanticismo, però in fondo rappresenta tutti noi, che dormiamo placidamente nelle nostre confort-zone finché qualcuno non ci tira una bella secchiata d’acqua, collegando i fili del circuito, unendo i puntini dall’uno al cinquanta.

Franco Attanato