Io, Daniel Blake

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Lunedì 6 febbraio ore 20.45
Martedì 7 febbraio ore 21.00
Mercoledì 8 febbraio ore 21.15

INGRESSO CON ABBONAMENTO O BIGLIETTO € 6,50


interpreti: Dave Johns, Hayley Squires, Micky McGregor, Natalie Ann Jamieson, Colin Coombs
produzione: Gran Bretagna, Francia
genere: drammatico
durata: 100'
premi: Festival di Cannes: Palma d'oro per il miglior film; British Academy Film Award: 7 candidature; British Independent Film Awards; Miglior attore Dave Johns Miglior esordiente a Hayley Squires; Premio del pubblico festival di Locarno

Per la prima volta nella sua vita, Daniel Blake, un falegname di New Castle di 59 anni, è costretto a chiedere un sussidio statale in seguito a una grave crisi cardiaca. Durante una delle sue visite regolari al centro per l'impiego, Daniel incontra Katie, giovane madre single di due figli piccoli che non riesce a trovare lavoro. Entrambi stretti nella morsa delle aberrazioni amministrative della Gran Bretagna di oggi, Daniel e Katie stringono un legame di amicizia speciale.

Vincitore del Festival di Cannes 2016 “Io, Daniel Blake” segue il protagonista in una situazione che ha un che di kafkiano pur essendo totalmente calata nella realtà. Daniel/Dave Johns per i medici che l’hanno in cura è inabile al lavoro, al contrario lo è per gli uffici di collocamento. Deve pertanto, per non perdere il sussidio di disoccupazione, cedere ai ricatti dei Job Coach che si occupano di lui. Seppur, per ragioni diverse, si trova nella stessa situazione Katie/Hayley Squirres, madre dei piccoli Daysy e Dylan. Sin dall’inizio del film, capiamo che il protagonista è intrappolato in un vicolo cieco. A lui, che ha passato la vita a lavorare il legno si chiede di entrare nell’iperspazio del web per poter fare qualsiasi cosa. E Daniel ci prova con tutte le sue forze per non soccombere. Ken Loach, come d’abitudine cala lo spettatore nella vita reale facendolo sentire nei panni dei suoi personaggi, che si muovono tra case sobrie ma mai spoglie con abiti informi durante giornate in cui non esce mai il sole. C’è molta attualità in “Io, Daniel Blake”, che racconta con il linguaggio della fiction le storture di un mondo che sta cadendo a pezzi. Il regista e il suo sceneggiatore Paul Laverty non hanno fatto altro che guardarsi intorno e mettere tutto su pellicola, inserendo nel cast veri ex impiegati dei Job Centers, licenziatisi pur di non dare le sanzioni cui erano obbligati d’ufficio ai loro utenti. Il film è diviso idealmente in due parti, ironica anche se amara la prima e molto più cupa la seconda, più sentimentale. Bello e indovinato il cast con i due perfetti coprotagonisti Katie/Hayles Squirres e Daniel Blake/Dave Johns, ben coadiuvati dai due bambini Daisy/Briana Shann e Dylan/Dylan McKiernan. Bello il finale, commovente nel suo rigore che ci ricorda in un mondo governato dalle banche e dal denaro l’importanza di sentirsi cittadini di uno stato e non sudditi.

Ivana Faranda