Io prima di te

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Lunedì 7 novembre ore 20.45
Martedì 8 novembre ore 21.00
Mercoledì 9 novembre ore 21.15

INGRESSO CON ABBONAMENTO O BIGLIETTO € 6,50


interpreti: Emilia Clarke, Sam Claflin, Charles Dance, Matthew Lewis, Samantha Spiro
produzione: USA
genere: Drammatico, sentimentale
durata: 110'

Louisa "Lou" Clark ha 26 anni e passa da un lavoro all'altro per aiutare la sua famiglia. Il suo inattaccabile buonumore viene però messo a dura prova quando trovaerà lavoro come assistente di Will Traynor, un giovane e ricco banchiere finito sulla sedia a rotelle per un incidente che ha cambiato radicalmente la sua vita.

Pur avendo la leggerezza e l’arguzia di Notting Hill e compagni, la trasposizione del romanzo di Jojo Moyes si addentra infatti nell’oscuro territorio della malattia e - udite, udite - dell’eutanasia, rivendicando il diritto a scegliere fra una vita che vita non è e la cessazione della vita stessa, con l’indiretto riferimento a quella "clinica della morte" svizzera innominata e innominabile perché ancora confinata fra i grandi rimossi di alcune società occidentali, cattoliche e non. Non è cosa da poco per un film destinato al pubblico giovane e passato per il Festival di Giffoni, e che proprio per questo non va in alcun modo associato a un adattamento di un libro di Nicholas Sparks, a una di quelle vicende, per intenderci, che antepongono alla caratterizzazione psicologica e alla coerenza narrativa del plot la manipolazione emotiva dello spettatore e lo scatenamento pavloviano delle lacrime, che solitamente cominciano a scorrere copiose dopo la prima mezz’ora. E invece si sorride nell’esordio dietro alla macchina da presa della regista teatrale Thea Sharrock, che nel suo personale "Lou, ti presento Will" lavora di cesello soprattutto con il tono, creando un ottimo equilibrio fra la drammaticità della condizione del ragazzo su sedia a rotelle e il goffo e spensierato universo interiore di una Bridget Jones ossessionata non dai chili da perdere ma da "outfit" orribili e nello stesso tempo meravigliosi. I costumisti ne hanno scelti ben 72 e, fra calze da Ape Maia, giacchette animalier e gonne dai colori improbabili, Emilia Clarke riesce davvero ad attraversare indomita e allegra 110 minuti di film che altrimenti sarebbero stati ardui da mandare giù, contagiando con il suo "wit" noi che guardiamo e perfino il suo quasi immobile compagno di set, che si conquista agilmente un posto d’onore nella schiera dei romantic lead, quelli dell’oggi e di sicuro anche quelli del domani.

Carola Proto