Lettere da Berlino

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Lunedì 21 novembre ore 20.45
Martedì 22 novembre ore 21.00
Mercoledì 23 novembre ore 21.15

INGRESSO CON ABBONAMENTO O BIGLIETTO € 6,50


interpreti: Emma Thompson, Daniel Bruehl, Brendan Gleeson, Mikael Persbrandt, Louis Hofmann
produzione: Gran Bretagna, Francia, Germania
genere: Drammatico
durata: 103'
premi: Presentato al Festival di Berlino 2016

Berlino 1940. La città è paralizzata dalla paura. Otto e Anna Quangel sono una coppia appartenente alla classe operaia che vive in un appartamento malmesso e che, come tutti, cerca di stare alla larga dai guai durante la dominazione nazista. Quando il loro unico figlio viene ucciso al fronte, la perdita spinge Otto e Anna a compiere uno straordinario atto di resistenza e rivolta.

Il film vede Otto con la sua personale rivolta contro il regime, fatta di semplici cartoline sulle quali scrive la sua indignazione verso Hitler e il Terzo Reich ladri di figli e di libertà che dissemina con l’aiuto di sua moglie per le strade e nei palazzi di una Berlino prima esultante per le vittorie poi, col passare dei mesi, bombardata, impaurita, agitata dagli spettri di una guerra che non sembra approdare agli esiti previsti. La Gestapo, invece, è nervosa perché non riesce a mettere le mani su quello che tutti ormai chiamano “il folletto”, capace di fare marameo al regime ottenendo con la penna ciò che altri non riescono a produrre coi fatti. L’ispettore Escherich, implacabile ma meno disumano di quel che sembri, crudele per necessità e lacerato dal dubbio, è sulle tracce di quella coppia inafferrabile attorno alla quale , via via, il cerchio i stringe fino a chiudersi, inesorabilmente. Preludendo al carcere e alla pena di morte. Storia vera, romanzo celebrato. Anche da Primo Levi, che ebbe a definirlo il “più importante che sia mai scritto sulla resistenza tedesca e il nazismo”. Il film, però, non è il libro com’è giusto che sia. È cinema. Delle emozioni. Perché al di là di tutte le letture che se ne possano o vogliano fare, magari forzando la mano – comodamente - soltanto sul tema politico e storico, resta dominante il motivo di un dolore sconfinato: quello di due genitori che hanno perso il loro unico figlio. Un dolore che la regìa propone in termini più intensi dell’indignazione antinazista che ne deriva. I silenzi e gli sguardi dei coniugi Quangel, la dignità ghiaccia della loro sofferenza sono più eloquenti delle loro cartoline: sentimenti e strazi che Brendan Gleeson e Emma Thompson assumono con un fervore e una potenza espressiva davvero sbalorditivi, facendo di quest’opera un esemplare modello di recitazione. Distanziante e coinvolgente al tempo stesso.

Marzia Gandolfi