Torno da mia madre

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Lunedì 5 dicembre ore 20.45
Martedì 6 dicembre ore 21.00
Mercoledì 7 dicembre ore 21.15

INGRESSO CON ABBONAMENTO O BIGLIETTO € 6,50


interpreti: Alexandra Lamy, Josiane Balasko, Mathilde Seigner
produzione: Francia
genere: commedia
durata: 91'

Stéphanie ha 40 anni, è divorziata e ha perso il lavoro. Si trova così costretta a tornare a vivere da sua madre Jacqueline, che la accoglie a braccia aperte nel proprio appartamento. La convivenza non è facile e le strambe abitudini della madre si rivelano il pretesto per nascondere un piccante segreto.

I sociologi l’hanno chiamata generazione boomerang. Sono i quarantenni che tornano indietro, in famiglia, dopo aver provato la vita da soli, in qualche caso una (momentanea) stabilità professionale, salvo essere respinti con perdite dalla crisi economica o coniugale. Alcuni con la valigia mai disfatta invocando una breve pausa rigenerativa, altri con rassegnazione. Un fenomeno che non è sfuggito all’occhio attento del cinema francese, che a inizio secolo ci aveva già divertito con gli eterni adolescenti che non volevano lasciare le comodità famigliari di Tanguy. In Torno da mia madre di Eric Lavaine incontriamo Stéphanie, quarantenne rampante costretta a tornare a vivere con la madre vedova, la sempre esilarante Josiane Balasko. L’accoglienza è festosa, la quotidianità naturalmente procura piccoli o grandi incomprensioni, che alimentano una prima parte divertente che punta sulla comicità; quando arriverà anche il resto della famiglia per trascorrere una cena tutti insieme esploderanno le questioni irrisolte da anni, sviluppando un’analisi non banale sulla ricerca della felicità attraverso le fasi della vita. Torno da mia madre, infatti, non è solo una catarsi nell’universo misterioso noto come famiglia, con più o meno riuscite situazioni comiche o danni collaterali; senza diventare un trattato sociologico racconta con intelligenza un fenomeno che coinvolge oltre 400 mila francesi, e ancor più italiani e europei del sud, che al contrario della generazione Tanguy non scelgono la propria situazione, nemmeno in parte. Sono già sconfitti, e feriti attaccano alla cieca, con il terrore di esporre le proprie fragilità, anche nei confronti di chi le accoglierebbe con slancio propositivo. Del resto quanti di noi ripetono come mantra che “i genitori li amo, ma un fine settimana è il massimo per non diventare matti”. Stato d’animo che racchiude tutte le ambiguità della famiglia: sede ultima di regolamenti di conti, non detti e rimpianti.

Mauro Donzelli